|
Network World
L'ascesa della biometria
I dati forniti dall'International
Biometric Group (IBG) parlano per quest'anno di un giro
d'affari a livello mondiale di 1,2 miliardi di dollari
contro i 719 milioni di dollari del 2003. Ci sono però
ancora da affrontare alcune questioni tra cui quella degli
standard industriali.
16/1/2004
Passando da 719 milioni di dollari
del 2003 agli 1,2 miliardi di dollari del 2004 il mercato
mondiale della tecnologia biometrica dovrebbe registrare una
forte crescita fino al 2008. E' questo quanto emerge dallo
studio "Biometric Market Report 2003-2008"
realizzato dall'International Biometric Group (IBG). In
questo campo il riconoscimento dell'impronta digitale è
attualmente la tecnologia più utilizzata, con una
previsione di fatturato pari a 350 milioni di dollari per il
2004 mentre quella di riconoscimento facciale dovrebbe
arrivare a 800 milioni di dollari nel 2008, anche sulla
spinta dei passaporti biometrici richiesti dal Governo
americano. IBG si aspetta invece che la scansione dell'iride
raggiunga tra quattro anni i 350 milioni di dollari e il
riconoscimento vocale superi i 200 milioni di dollari nello
stesso periodo.
Gli ambiti di utilizzo
La maggior parte delle
tecnologie biometriche viene impiegata nell'area
dell'identificazione dei criminali seguita dal controllo
degli accessi e l'identificazione per scopi civili. In
ogni caso i 719 milioni di dollari di fatturato
registrati nel 2003 a livello mondiale sono inferiori di
circa il 20% rispetto a quanto previsto e questo,
spiegano i responsabili di IBG, a causa di diversi
fattori inibitori che sono emersi negli ultimi 12/18
mesi. Ad esempio esistono timori circa la mancanza di
standard industriali che può poi imprigionare in una
soluzione proprietaria. Nella pratica i clienti devono
guardarsi dal scegliere una modalità biometrica in
particolare, o uno specifico algoritmo, dal quale poi
non potranno migrare o non sarà utilizzabile in futuro.
Inoltre, spesso la necessità di installare queste
soluzioni non viene ancora percepito come urgente.
Manca la base comune
IBG spiega che, sebbene
alcuni enti abbiano indirizzato degli standard con
formati emergenti quali Biometric Application Program
Interface (BIO API) e Common Biometric Exchange Format
Frame (CBEFF), non esiste ancora un framework comune per
elaborare le informazioni che derivano dai dati
biometrici. I vendor di middleware in questo comparto
stanno inoltre risolvendo alcune questioni di
interoperabilità, ma il mercato non viene in questo
senso giudicato ancora maturo.
Un altro fattore che
inibisce l'adozione di tali sistemi riguarda il fatto
che se prima la biometria era quasi una moda, con
persone che volevano provarla semplicemente perché si
trattava di una novità, ora i potenziali utenti
guardano con maggiore rigore a ciò che questi prodotti
possono offrire. Altre considerazioni includono poi il
loro grado di interoperabilità con le reti attuali e
gli altri sistemi di sicurezza.
E questo, spiegano i
responsabili di IBG, va poi a ricade sulla questione del
ritorno degli investimenti (ROI). In pratica mentre i
budget IT non sono sostanzialmente cresciuti le
organizzazioni stanno ancora valutando, dal punto di
vista del business, se è il caso di installare
soluzioni biometriche.
Buone prospettive
Nonostante questo
l'industria continua comunque a crescere anche perché
le aziende stanno andando verso una gestione delle
identità centralizzata che utilizzi una combinazione di
parametri d'accesso fisici e logici per favorire
l'accesso a varie tipologie di risorse, richiedendo
spesso anche l'uso della biometria. Altri driver
identificati da IBG sono infine il timore del furto di
identità e dispositivi e l'interesse nell'uso delle
tecnologie di fingerprinting per consentire agli utenti
di accedere a dispositivi come cellulari e PDA (Personal
Digital Assistant).
|